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OmbradiLestatCerte stronzate non cambiano mai (Frame 137)
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March 03 Deviant [part 1]![]() Il tuo viso spinge lacrime tra le mie gambe. Chiedi perdono gridando per il male. Ma ogni volta ti sfuggo. È patetico il tuo inseguirmi. Lascio il vento spingere il mio sussurro al largo. La pioggia rapire la mia ninna nanna, bucare l'acqua e lasciarla affondare dentro un ultimo sospiro.
La
pressione lenta sul grilletto, dicevi, determina la rotazione del
tamburo. L'inarcamento del cane dritto nei miei occhi ad inseguire
piano il punto morto. Pungente il sapore metallico del cane che mi
premi in gola.
Leggo in me il sapore che si incastra nei silenzi.
Stanotte ho trovato dita immerse nel sonno.
C'è
in me una luce introversa che dagli occhi cade ai piedi dei passanti.
Si scioglie tra le ombre proiettate. Regalerei magie al primo
sconosciuto capace di calpestarla.
Ascolto
i conati sotto docce bollenti. Brividi febbrili inseguono il lungo
respiro. Rivedo i suoi occhi impotenti chiudersi tra le fotocellule. Le
porte della metro che si spengono. Quel che resta di lui è morto dietro.
C'è
un pensiero sporco che attraversa piano la mia veste. Mi spoglia.
Impreca delizie assassine sottovoce. Il volto di lui spezzato versa
sangue dentro la mia bocca. Il soffitto schiaccia lentamente il mio
gemere. Ho piedi caldi che spingono. Il suo dolore è liquido sulle mie
dita. Spengo gli occhi mentre le ingoio.
Rido. Isterica. Dentro strette pareti inclinate.
In momenti improbabili mi concedo di scivolare. Giù.
È
galleggiare debole su questo tavolo del Glisse. Seguo rivoli di alcol
scivolare dentro palmi umidi. Li vorrei caldi tra le mie cosce. Simon
mi tira indietro premendomi il collo. Ed io slave abbandono il peso
della testa. Trovo una macchia concentrica sul soffitto. Un sorriso
distorto da asportare e buttare dentro il mio stomaco. Cristalli di
luce ed altro liquido caldo a cullarmi la gola. Vi amo. Da morirci proprio. Sebastian Gush January 01 Frames"Marci custodi. Custodi di un amore putrefatto sottoterra. Proiettili contro cartelli stradali. Scagliate grida contro la notte veloce. Sangue dentro il nostro stesso sangue. E poesie alcoliche scritte e recitate. Divine parole bagnate di benzina. Poi fuoco e cenere scalciata via. Raccolta dal vento. Dentro cui abbiamo danzato in estasi. Avevamo bisogno di noi. Di noi stessi impressi con vigore. Cucire le nostre verità con ago e filo dentro al cuore. Farle divenire parte di noi indissolubile. E bisogno di braccia. Pance e petti e seni irrigati di lacrime a stringere occhi. Corpi tremanti. Fragili e forti in mezzo alla strada. Niente sarebbe stato per sempre. Il coraggio di lasciare entrare dentro la verità. Mentre la luna fatiscente decompone acide favole sopra di noi." Tratto da: Acide favole Puoi leggermi [dentro] qui: mail/msn contact: October 06 Acide Favole di Sebastian Gush
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